Torcere e fare soldi tckfnyj, FILO DA TORCERE


È vero — la vista di un creditore non è molto aggradevole — val meglio vedere una bella figura di donna, ed anche, per chi si diletta di uniformi, un ussero di Piacenza.

Fra un creditore ed un debitore che si veggono, la situazione del primo è mille volte più grave e concetto di opzioni reali di quella del secondo. Il creditore, alla vista del suo debitore, è necessariamente assalito da un atroce dubbio: — chi sa se costui potrà pagarmi!

Ora, chi oserà sostenere che la situazione del primo non sia mille volte più tormentosa che quella del secondo? Egli non ignora che, per ottenere e facilitare il pagamento, non gli conviene irritare, nè pregiudicare in veruna guisa il suo debitore.

Appoggiato ad una tale considerazione, io ho sempre preferito il sistema di trattare il creditore colle maniere più brusche, ricorrendo anche alle minaccie in caso di reazione troppo viva.

CAPITOLO VI

Non avviene forse lo stesso ad un uomo perdutamente invaghito di qualche beltà capricciosa ed altera? Ai piccoli puffisti, più che ai modi burberi torcere e fare soldi tckfnyj minacciosi, riescono le facezie e le piccole sorprese. Un bel giorno, il grande e generoso caffettiere, rivedendo le sue addizioni, si accorge che la somma dovutagli dal Mezzocapo è divenuta eccedente, ed ecco il signor Beruto spicca la sua nota, ed il nostro avventuroso puffista si trova in mano una lettera che lo invita al torcere e fare soldi tckfnyj.

Sono rarissimi i casi di creditori i quali abbiano avuto la sfrontatezza di aggredire i loro debitori in luogi pubblici e di suscitare, colla loro brutalità, degli inutili scandali.

In tali casi non vi è che un solo mezzo per salvarsi — opporre sfrontatezza a sfrontatezza, minaccie a minaccie, scandalo a scandalo. Chi si è mai sognato di parlare di politica?. Mi spiego. È un sarto? Badate che gli è buon pagatore… ma talvolta, come tutti i grandi signori, fa attendere un poco il denaro… Noi altri non si mette mano alla borsa per delle inezie — dunque: siamo intesi!.

Questo modo di sorprendere il creditore è di un effetto immancabile. Se si tratta di un creditore che vi abbia prestato denaro, voi non avete a far altro che domandargli una somma tre volte più grande di quella che gli dovete. Io doveva, nei primordi della mia carriera puffistica, la miserabile somma di lire duemila ad un dabben usurajo di droghiere, al quale avevo rilasciata una cambiale.

Fra cinque o sei giorni io debbo pagare duemila franchi per una cambiale da me accettata or faranno due mesi in favore di qualcuno… di cui non mi ricordo il nome.

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Alle spiccie: potete voi prestarmi cinque o sei mila lire da restituirvi fra una ventina di giorni? Ed io che credeva… Ma sicuro!.

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Vedete se io sono uno smemorato… Siete voi… proprio voi… che mi ha fatto avere quelle due mila lire saranno appunto sei mesi… Non potete credere come io mi senta sollevato da questa notizia!.

Ma è appunto per far onore alla mia firma, per mostrarmi, quale fui sempre, uomo leale ed esatto, che ora chieggo questo piccolo prestito di cinque mila franchi. Il dabben uomo, credendo scorgere in questo tratto una prova irrefragabile della mia onestà e puntualità commerciale, non si fece altro pregare ad accordarmi il favore richiesto.

Chieder denaro a prestito a mezzo di lettera non è tattica da puffista distinto, a meno che la domanda non sia stata preceduta da abili strategie, le quali escludano ogni probabilità di un risultato negativo.

Getto gli occhi sulla soprascritta — diamine! Che vorrà dire? Comprenderai la mia sorpresa al ricevere una sua lettera. Ho invitato i torcere e fare soldi tckfnyj e gli amici — nessuno mancherà.

Traduzione di "dava del" in russo

Orbene: Che vuoi? Questa mattina appunto mi venne detto che tu eri a Milano.

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Ho provato una stretta al cuore. Non ho saputo resistere… Ho preso la penna e ti ho scritto. Tu verrai… tu sarai dei nostri, non è vero?

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Ma presto!. Bravo amicone! Ero proprio contento. Sempre pari a te stesso!. Una gran mente e un gran cuore!

Quasi a casa. Arizona, comunque. Non che passassi molto tempo a guardare. Ma avevo un amico potente.

Tu mi scrivi laconicamente: chiedi, domanda… Ed io, senza esitare un istante, chiedo… domando. Puoi tu farmi avere, dentro oggi, prima delle quattro, un biglietto da lire cinquecento? Tu lo puoi, senza dubbio, e quindi me li spedirai subito a mezzo del fattorino… Dopo questo, a rivederci alle quattro.

Ti prepariamo una ovazione. Poi, alle quattro, mi recai, come avevo promesso, a pranzare da lui. Fui colmato di amorevolezze. Alla torcere e fare soldi tckfnyj, cominciarono i brindisi e le declamazioni.

CAPITOLO VII

Nella piccola città di C… le cose erano andate alla peggio. Tu sai che il signor Roux, pel quale ebbi una lettera commendatizia, mi accolse con molto affetto e mi tiene in gran conto; sono andato più volte da lui, e siccome egli è buon dilettante di musica e amantissimo dei classici, abbiamo suonato insieme i duetti di Beethoven. Il signor Roux, per quanto dicono, è assai ricco. Animo dunque!

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Prendi una penna. Scrivigli a mio nome una bella lettera, esponigli schiettamente la nostra situazione, e domandagli a prestito la somma che ci occorre.

Il signor Roux con frasi oltremodo cortesi ed amabili si scusava di non poter pel momento, malgrado il suo vivo desiderio di favorire un artista tanto valente, prestargli la piccola somma.

Prendi subito la penna, e scrivi al signor Torcere e fare soldi tckfnyj che noi attenderemo i suoi comodi. Che fare? Nella mia qualità di segretario, mi era forza di piegare il capo.