Greci nel programma educativo di opzioni, La pedagogia di Platone


Figlio del ricco proprietario di una fabbrica di strumenti musicali, ricevette un'educazione appropriata alla sua posizione sociale, annoverando fra i suoi maestri sia sofisti come Gorgia e Protagora, sia lo stesso Socrate.

Paradossalmente Greci nel programma educativo di opzioni Greci nel programma educativo di opzioni timido e non aveva nemmeno una voce stentorea, quindi non era molto adatto a fare discorsi in pubblico.

Nei dieci anni successivi scrisse occasionalmente discorsi per i tribunali, benchè sostenesse di aver disprezzato questo lavoro. Argomento dominante dei suoi scritti era un acceso nazionalismo panellenico volto ad instaurare una politica di unità, ovviamente sotto l'egemonia ateniese, in vista di un progettato attacco all'Asia. Delle oltre sessanta composizioni firmate breve investimento su Internet noi ne sono pervenute solo trentuno.

Le orazioni Contro i sofisti e Antidosis sono quelle di argomento pedagogico. Le sue orazioni politiche più famose sono Panegyricus, Areopagiticus e Panathenaicus, quest'ultimo composto alla bella età di novantotto anni. Il successo della scuola di Isocrate, ben più frequentata ed apprezzata dell'Accademia di Platone, era il risultato di un metodo educativo del tutto diverso, centrato sulla retorica dell'uomo medio acculturato da uno standard anzichè sulla ricerca di cosa è davvero bene per l'uomo.

La carriera educativa di Isocrate, contrariamente a quanto si crede, non fu facile. Per tutta la vita dovette battersi in concorrenza con altre scuole e, soprattutto con altri indirizzi di pensiero filosofico-pedagogico, oltre che politico. Oltre a Platone, vi erano i cosidetti socratici minori e le scuole dei sofisti. Ogni maestro aveva i suoi metodi ed i suoi obbiettivi. Ad Atene si era determinato un clima di pluralismo pedagogico ed era ovvio che ogni scuola non si limitasse a parlare bene di sè, ma anche a criticare le scuole altrui.

Il suo manifesto programmatico fu lo scritto Contro i sofisti, composto all'inizio della sua avventura pedagogica. Io credo infatti che sia manifesto a tutti che la preveggenza di eventi futuri non è concessa alla nostra natura umana.

Contro i sofisti, Secondo G. Norlin, curatore delle opere di Isocrate, non c'è alcuna scienza, per Isocrate, che possa insegnarci a fare in ogni circostanza le cose che possono assicurare la nostra infelicità o il nostro insuccesso.

Questa è la dottrina fondalmentale della sua filosofia che egli enuncia e ripete più volte in opposizione ai professori di una "scienza della virtù e della felicità". Norlin, Van Hook, Londra In questo passo è tuttavia evidente che egli assimila Platone ai sofisti, perchè il bersaglio di questo attacco è proprio il professor Platone, non in quanto "profeta e divinatore" ma in quanto uomo capace di far vedere che se si agisce male, si finisce peggio.

Essi sostenevano di poter fare di chiunque un buon parlatore semplicemente insegnandogli i segreti della professione e le formule meccaniche per comporre un'orazione. Si tratta di una posizione che anticipa largamente il comportamentismo moderno di Watson e di Skinner ed è indubbiamente un merito di Isocrate questo mascheramento del "comportamentismo" dei sofisti. Essi non si preoccupavano della verità, diceva Greci nel programma educativo di opzioni.

Il massimo del loro sforzo era diretto ad impiegare la loro abilità oratoria in discorsi artificiali aventi per oggetto argomenti mitici e paradossali, privi di nesso con la verità e la vita. Per fare un buon oratore, secondo Isocrate, occorrevano tre elementi indispensabili: a talento naturale c istruzione appropriata Credeva che il talento naturale fosse di gran lunga più importante.

Attaccava poi "coloro che sono vissuti prima del nostro tempo e non si sono fatti scrupolo di scrivere delle cosiddette arti dell'orazione" in quanto "benchè esortino altri a studiare oratoria politica, essi hanno trascurato tutte le cose buone che questo studio arreca e non sono divenuti nulla più che professori di intrigo e di avidità"- Secondo Isocrate "fare l'avvocato od il procuratore" era da uomini falsi ed immorali, in quanto aveva a che fare con dispute triviali e non con nobili e grandi idee.

Ma anche i maestri di geometria, astronomia ed Espansione di Bitcoin non erano molto considerati perchè questi saperi non avevano alcun valore pratico nella vita, e risultavano utili tuttalpiù come ginnastica della mente per giovani studenti.

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Infine, come si è visto, non approvava i filosofi speculativi e l'Accademia in generale, dove oltretutto si insegnavano anche geometria, astronomia, astrologia, ecc. La concezione generale dell'educazione.

La posizione di Isocrate venne successivamente chiarita nell'Antidosis. In generale egli, come del resto anche i sofisti fu poco attento ai problemi dell'infanzia, del periodo prepuberale e dell'adolescenza. Infatti accettava abbastanza acriticamente il sistema educativo primario e secondario allora vigente. In pratica egli interessava soprattutto il periodo che potremmo chiamare tardoliceale ed universitario. Vedeva l'educazione come un continuo processo di sviluppo delle qualità innate attraverso ripetuti sforzi condotti sotto la guida di una persona qualificata.

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I più sprovveduti dovevano essere avviati dalla famiglia ad un'occupazione, mentre chi era capace e danaroso poteva avviarsi agli studi superiori, ovviamente nella scuola di Isocrate. Non tutti gli allievi erano egualmente preparati e motivati. Si davano, secondo Isocrate, oltre che differenze finanziarie, anche diversità psicologiche ed attitudinali. Alcuni erano indolenti, altri industriosi; alcuni mancavano di cervello, altri erano intelletti vigorosi.

Servendosi di un proverbio di tipo salomonico più che popolare ripeteva che "le vie dell'educazione sono amare ma i loro frutti sono dolci".

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E diceva anche: "da tutte le nostre scuole solo due o tre studenti diventano autentici campioni, il rimanente si ritira dagli studi alla vita privata". Antidosis Probabilmente perchè amareggiato. Ma Isocrate, al contrario, si vantava del fatto che anche molti ritirati a vita privata erano comunque diventati buoni citadini, educati e virtuosi.

Leggendo Isocrate cominciamo a capire perchè Aristotele lo odiasse cordialmente. C'è un fondo di sottile ipocrisia in Isocrate che è difficile da digerire anche se non tutti sembrano coglierla. Definiva come "filosofia" la retorica e presentava agli allievi modelli di discorsi come esempi da imitare.

Ti leggi i Promessi Sposi o l'Eneide fino alla nausea e poi componi un temino. Se c'è un modo per far odiare Manzoni e Virgilio l'abbiamo trovato. Grazie Isocrate! Anche per conto di Manzoni e Virgilio. In realtà la scuola di Isocrate era una vera e propria scuola di partito, la scuola dei benpensanti e della più banale ovvietà nazionalistica.

I contenuti programmatici dei Greci nel programma educativo di opzioni di "filosofia" di Isocrate vertevano sull'educazione politica, ma in termini del tutto diversi da Platone, per il quale lo "stato", la polis non era affatto uno strumento per fare la grandezza della città, ma solo uno strumento atto a garantire la pace Greci nel programma educativo di opzioni i cittadini.

In sostanza Platone non coltivava sogni di gloria, nè immaginava "posti al sole"; Isocrate, al contrario agognava con tutto il cuore alla diffusione della grandezza della cultura classica greca e dei suoi amati poeti. Un merito di Isocrate fu indubbiamente quello di aver introdotto la storia tra le materie di insegnamento. Ma per uno scopo ben preciso. Presentava infatti nessun investitore in opzioni eventi storici in modo Greci nel programma educativo di opzioni, come da noi si studiava il Risorgimento unicamente in chiave positiva.

Buoni i patrioti, cattivi gli Austriaci. Un altro merito di Isocrate, secondo la critica, fu quello di evidenziare il ruolo del buon maestro soprattutto con l'esempio.

Aveva coi suoi allievi rapporti di cordialità e gentilezza. Riteniamo che questo sia in parte vero nel senso che è successo anche a me di stimare professori del tipo di Isocrate per l'amabilità del loro modo di fare e per come sapevano creare magicamente un'atmosfera, nonchè di ammirarli per il loro impegno e la loro costanza.

Il concetto isocratico di paideia. Motto di Isocrate era indubbiamente "Forza Grecia".

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Benchè infatti il suo progetto educativo mirasse nell'immediato a preparare uomini intenzionati ad avere successo e onori nella vita pratica, il suo reale proposito era quello di rigenerare politicamente e moralmente la Grecia affinchè essa potesse compiere il suo compito di civilizzazione del mondo. Esortava quindi le città greche a mettere fine a guerre e rivalità e riunirsi sotto Greci nel programma educativo di opzioni guida di Atene e di Isocrate per fare causa comune contro l'odiata Persia.

Vagheggiava una sorta di crociata sia come rivalsa per le antiche ingiustizie subite dai Persiani,sia perchè tutta la Grecia ne avrebbe tratto considerevole vantaggio. I Greci dell'Asia sarebbero stati liberati dall'oppressione, i greci poveri della Grecia avrebbero potuto emigrare in Asia e fondare nuove colonie, in Grecia sarebbero poi confluite enormi ricchezze con vantaggi per tutti. Nel Panegyricus Isocrate scrisse che quella sarebbe stata la "sola guerra migliore della pace, più simile ad una sacra missione che ad una spedizione militare.

Per Isocrate questa sarebbe stata una sorta di campagna per la civilizzazione del mondo. E' tuttavia da notare che per Isocrate i barbari, cioè i non Greci, erano tali non perchè di natura diversi, ma perchè non educati. Considerava infatti veri greci non tutti i greci, ma solo quelli che amavano la Patria e la cultura nazionale.

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Basti riflettere su questo passo del Panegyricus: "di tanto Atene ha distanziato il resto del genere umano nel pensiero e nella parola che i suoi allievi sono diventati maestri del resto del mondo; ed essa ha ottenuto che il nome Elleni sia attribuito piuttosto a coloro che sono partecipi della nostra cultura che a coloro che hanno in comune con noi il sangue".

E' evidente che per Isocrate la cultura greca era una sorta di religione della salvezza, di cui Atene era il centro e il santuario e che la "sacra missione" di una Grecia unita era di portarla ovunque. L'incredibile sta nel fatto che la missione fu compiuta da altri, nemmeno troppo consapevoli del disegno di Isocrate, in particolare dal macedone Alessandro e poi dagli stessi romani. Il programma e il fine educativo.

Isocrate usava il termine "filosofia" in un senso molto particolare, simile, per certi aspetti, al modo nel quale noi oggi potremmo dire "intellettuale".

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Per Isocrate educare significava portare all'intellettualità, raffinarsi sempre più, imparare a gustare i prodotti culturali, diventare un "consumatore" di eventi poetici e teatrali, un esteta amante dell'arte. Egli si proponeva di coltivare nei suoi allievi gli insegnamenti "che li avrebbero condotti ad essere uomini buoni nelle loro relazioni con lo stato, gli amici e la famiglia".

Questo fine non poteva essere conseguito attraverso lo studio dei discorsi forensi, giudicati miserabili, nè alla vacuità dei discorsi "epidectici" esibizionistici relativi a tematiche sciocche e insignificanti. Non solo dovevano quindi essere "ben composti", secondo uno stile di scrittura degno della grandezza Greci nel programma educativo di opzioni, ma essere anche ispirati a ideali nobili e volti a patrocinare grandi "cause".

Sullo stile egli osservava che [si devono comporre] discorsi che siano più simili a parole disposte a ritmicamente e musicalmente che a orazioni forensi.

Tali discorsi, continuava il nostro, piaceranno e saranno utili a chi li ascolterà, non saranno facilmente dimenticati ed avranno validità imperitura. Isocrate non credeva, come si è visto, che la giustizia, l'onestà, le virtù tipiche dell'uomo di eccellenza potessero venire insegnate.

Egli si limitava a dire che imparare a parlar bene doveva, per forza, portare ad agir bene. Ma sostengo fermamente che è possibile all'uomo migliorarsi e nobilitarsi se egli concepisse l'ambizione di parlar bene, se si lascia trasportare dal desiderio di saper persuadere i suoi ascoltatori e, finalmente, se dispone il suo cuore a cogliere il proprio vantaggio: non intendo "vantaggio" nel senso dato a questa parola da chi è senza cervello, ma nel senso più proprio di questo termine.

Antidosis, Tuttavia è fuor di dubbio che egli impartisse anche un'istruzione morale con qualche contenuto, non solo belloccia esteticamente.

La virtù che egli insegnava era quella "standard", riconosciuta da tutti gli uomini; pertanto disdegnava sia i futili tentativi dei moralisti teorici, i quali "esortavano, secondo Isocrate, i loro seguaci ad un genere di virtù che è ignorato dal resto del mondo greco, ovviamente e al cui proposito essi stessi disputano tra loro". Isocrate preferiva quindi la moralità pratica della gente media.

Spesso egli introduceva nei suoi scritti massime di prudenza popolare senza darsi cura di connetterle a dottrine filosofiche trascendentali. La gnoseologia di Isocrate. Le vedute di Isocrate sulla conoscenza e la possibilità di imparare la verità assoluta ed anche quelle relative erano assimilabili a quelle correnti tra l'uomo ateniese qualunque di quel tempo.

In contrasto con molti filosofi greci del suo tempo, credeva che la verità assoluta fosse irrangiugibile e non credeva affatto nella dialettica come strumento.

Ma era anche in contrasto con quelli che sostenevano non ci fosse verità alcuna. Di questo occorre dargli atto. Isocrate credeva in qualcosa, a differenza delle correnti di pensiero socratiche più scettiche e nichiliste. Inoltre giudicava balzana la teoria di cercare la conoscenza solo per amore e desiderio di conoscenza, tipica di Platone ed Aristotele, e riteneva che lo studio non fosse lo scopo della vita, ma solo uno strumento per eccellere.

Di conseguenza raccomandava che era meglio evitare di cercare la conoscenza perfetta e limitarsi a ben fondate opinioni e solide congetture.

Per questa ragione credeva che la funzione precipua dell'educazione fosse quella di procurare un addestramento in forza del quale gli allievi acquisissero con la massima rapidità e sicurezza un "tal potere di congettura". Ai filosofi ed Greci nel programma educativo di opzioni cercatori della scienza esatta diceva che essi erano di scarsa utilità.

Helen, 5. Ma cos'è "l'inutile"? Forse che i poeti, gli scultori e i "bei" discorsi sono utili più dei filosofi o degli scienziati? Siamo mica tutti postmoderni!

Considerazioni finali. A detta di molti Isocrate non fu in realtà un grande ed originale pensatore, al punto che molti testi di storia della filosofia lo ignorano, e certo non gli dedicano tutto lo spazio che gli abbiamo dedicato noi.

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Ma è sbagliato. Bisogna infatti sia chiaro dove portano la banalità e la superficialità, la bellezza della forma Greci nel programma educativo di opzioni danno del contenuto. C'è un piccolo demone isocratico in tutti noi, nella nostra retorica, specie se siamo uomini e donne di parte, votati a Greci nel programma educativo di opzioni grandiosa causa.